Prevenzione, chirurgia e riabilitazione del ginocchio al Simposio della Clinica Ars Medica sulla medicina dello sport

03.10.2019

“L’obiettivo del convegno è stato quello di proporre una panoramica delle attuali tecniche utilizzate in tutto il mondo, attraverso un approccio estremamente oggettivo e basato sulle evidenze scientifiche”.

Dr. Togninalli, attorno a quali tematiche e a quali argomenti si è sviluppato il convegno?

L’evento è ruotato attorno alla chirurgia legamentaria del ginocchio, che si rende necessaria quando si determina una lesione del legamento, e in particolar modo l’attenzione si è concentrata sulla lesione del crociato anteriore. Si è discusso delle modalità terapeutiche, chirurgiche e non, e anche della questione riabilitativa, che è altrettanto importante per il paziente. Infatti un evento traumatico legamentare che necessita di un intervento vede coinvolta l’équipe chirurgica per un’ora e mezza circa e poi il paziente deve sottoporsi ad un percorso riabilitativo di 6-12 mesi. Inoltre si è parlato di tutte le lesioni che spesso sono associate a questi traumi, in particolare quella dei menischi che ha grande rilevanza, in quanto può peggiorare di molto la prognosi per il paziente.

Parlando delle possibili terapie ha fatto riferimento a modalità chirurgiche e non chirurgiche. Quando è possibile optare per l’uno o per l’altro approccio?

La lesione di un legamento del ginocchio può essere trattata fondamentalmente in due modi: attraverso un approccio conservativo, ossia senza operazione, oppure chirurgico. La scelta che fa propendere per l’uno o per l’altro dipende da molti fattori. I principali sono legati all’età del paziente e soprattutto al tipo di attività, sportiva e non, che verrà praticata dopo la terapia.

Per quanto riguarda l’età, più il paziente è giovane e più il suo ginocchio dovrà essere sollecitato e quindi solitamente è indicato un intervento chirurgico. Per quanto invece riguarda il tipo di attività praticata, se si parla di una disciplina sportiva che prevede grandi sollecitazioni o cambi di direzione repentini, penso allo sci, al calcio, al basket ad esempio, allora si tende ad optare per l’intervento.  Se invece si parla di discipline maggiormente lineari, penso al ciclismo o anche alla corsa, è possibile valutare una terapia conservativa. Alla fine però, dopo che il medico ha espresso il suo parere, è sempre il paziente a decidere quale opzione scegliere.

Per quanto concerne le terapie, sono emerse novità significative?

L’obiettivo del convegno è stato quello di proporre una panoramica delle attuali tecniche utilizzate in tutto il mondo, attraverso un approccio estremamente oggettivo e basato sulle evidenze scientifiche. Ogni relatore ha infatti presentato una specifica patologia ed una particolare tecnica chirurgica mostrando i dati ed i risultati ottenuti, anche in relazione alla qualità riabilitativa, mediante quello specifico approccio. Tutto questo per avere un quadro complessivo aggiornato e per poter proporre ai pazienti le migliori soluzioni attualmente disponibili.

Quale aspetto l’ha particolarmente colpita di ciò che è stato trattato durante il simposio?

A mio parere è stato molto importante il dialogo tra medici e riabilitatori, che è la base per poter costruire nel nostro Cantone un’offerta di un livello qualitativo sempre maggiore. L’evento che si è tenuto spero possa rappresentare un apripista per sviluppare, nel futuro prossimo, una scuola di pensiero comune e condivisa tra i vari attori coinvolti nel processo riabilitativo, affinché si possano uniformare sempre di più gli approcci e le tecniche utilizzate, a completo beneficio del paziente.

Dr. med. Danilo Togninalli, Specialista in Chirurgia ortopedica e Traumatologia dell’apparato locomotore, membro FMH.

Visioni qui il video del Simposio.

 

A proposito di

Dr. med. Danilo Togninalli

Specialista in Chirurgia ortopedica e Traumatologia dell’apparato locomotore, membro FMH 

Dr. med. Matteo Denti

Specialista in Chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, membro FMH