Conferenza medica "Neuropatie dell'arto inferiore: dalla diagnosi alla terapia"

15.09.2016

Le neuropatie focali dell’arto inferiore sono meno conosciute e  per questo sottodiagnosticate: tutti conosciamo la sindrome del tunnel carpale che causa formicolii alle mani e costituisce la neuropatia focale più frequente in assoluto, ma pochi conoscono la sindrome del tunnel tarsale o neuropatia calcaneare, che può dare origine a forti dolori al piede. Vi sono forme di neuropatie provocate da alcuni tipi di attività fisica ripetitiva. Questo tipo di neuropatie è particolarmente frequente in soggetti sportivi e spesso si sovrappone ad un dolore muscoloscheletrico nella stessa sede, rendendo ulteriormente difficile la diagnosi.

Alcune neuropatie sono invece causate addirittura dal nostro modo di vestire: è noto che le scarpe con tacco alto, spostando il peso del corpo in avanti, facilitano l’insorgenza di neuromi di Morton, piccole “cicatrici” sui nervi digitali del piede che causano intenso dolore nel cammino. A sua volta chi cammina con neuroma di Morton cerca di appoggiare il piede prevalentemente sul bordo mediale per evitare dolore e questo causa un sovraccarico della schiena che può facilitare contrattura del muscolo piriforme, piccolo muscolo del nostro bacino che si trova vicino al nervo sciatico e quando contratto o “infiammato” può causare un dolore irradiato alla gamba. Anche l’uso di jeans stretti può facilitare la compressione del nervo femorocutaneo laterale all’inguine causando bruciori e insensibilità della parte laterale della coscia.

I nervi periferici degli arti inferiori sono particolarmente soggetti anche ai  traumi (nell’ambito di fratture o distorsioni articolari se il decorso del nervo è vicino alla struttura lesionata). In questi casi il trattamento chirurgico della frattura permette anche una revisione del decorso del nervo ed eventualmente la sua riparazione, se necessario.

Esiste una terapia per le neuropatie focali?
In caso di intrappolamento di nervi periferici, a volte già un periodo di riposo può essere sufficiente, in altri casi si associa una fisioterapia e infiltrazioni di corticosteoidi. In alcuni casi può rendersi necessario un intervento chirurgico per liberare il nervo. In casi selezionati,  si fa un'infiltrazione di tossina butulinica nei muscoli circostanti, sostanza che ha come azione quella di rilassare il muscolo e diminuire la pressione intorno al nervo. In caso di lesioni traumatiche può rendersi necessaria una riparazione del nervo, nelle lesioni parziali vi è solitamente un lento recupero spontaneo grazie alla capacità della fibra del nervo di rigenerarsi o meglio “ricrescere” grazie al supporto della guaina circostante. In caso di lesioni complete (sezione del nervo), si ricorre a un intervento di ricostruzione nervosa sia suturando il nervo stesso sia mediante l’impianto di un ramo nervoso di un altro nervo, come “supporto”, che permette al nervo di rigenerarsi meglio e favorire un recupero migliore.

About the specialists

Dr. med. Monika Raimondi

Specialista in Neurologia, membro FMH

Dr. med. Paola Rodoni Cassis

Specialista in Radiologia, membro FMH

Dr. med. Ivan Tami

Specialista in Chirurgia della Mano e in Chirurgia Ortopedica e Traumatologia dell'apparato locomotore, membro FMH